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Testo e foto di Vito Maruottolo 

 revisione tecnica-fotografica di

Massimo Iannella

Acquario_Vito_Maruottolo

Premessa

Ho una vaschetta wavebox 30 allestita per ospitare 10 crs dove sono presenti varie piante, accessoriata con filtro a cestello e lampada solaris freshwather da 18w fornita di serie. La vaschetta e’ avviata da circa 2 mesi, la conduzione e specificazioni aggiuntive sono presenti sul forum qui. Postando alcune foto sul forum , Massimo Iannella mi ha fatto notare che generalmente le piante soffrissero di carenza di luce. A tal proposito ho subito pensato come poter rimediare all'inconveniente e come poter incrementare l'energia irradiata al fine di risanare questa marcata carenza di luce. Acquistare un’ altra lampada sarebbe stata la scelta più ovvia, a parte il costo, ma per un fattore estetico personalmente non mi entusiasmava molto questa scelta, quindi ho optato per i led.

I criteri di scelta

L'idea  è stata  quella di incrementare l'energia irradiata, ma per poter far ciò bisognava cercare la tipologia di led adatti sia come resa che come dimensioni. Da qui ho dato il via al  Progetto “solaris-lamp upgrade" scegliendo i LED in base alle seguenti caratteristiche:
-tipologia di led che abbiano un angolo di irradiazione più ampio possibile
-semplici da alimentare e che non diano problemi di dissipazione
-compatibilità con lo spettro elettromagnetico "idoneo alle piante"
-dimensioni ridotte
-costo ridotto e massima efficienza possibile

Tipologia di LED scelti e caratteristiche tecniche

Dopo un attenta ricerca ho optato per dei moduli led G4 a 21 inviatomi da un amico dalla Germania come “demo board”. Ogni dispositivo ha un angolo di irradiazione di ben 170° e l'intero modulo fornirebbe ben 180 lumen. Non c'e' bisogno di adottare accorgimenti per la dissipazione termica e nemmeno per l'alimentazione poiché  questi moduli inglobano un chip LM3424 della “National Semiconductor” che garantirebbe la stabilità termica e l'alimentazione buck costant current on time. Questo chip alimenta correttamente il dispositivo evitando danni, sia di alimentazione che termici. Essendovi integrato un convertitore DC/DC , l'imput e' a 12V DC: una soluzione molto semplice e versatile e soprattutto economica e' stata quella di utilizzare un alimentatore di un vecchio telefonino. I vantaggi sono stati molteplici, con molta facilità e' possibile fissare il modulo alla lampada “solaris” oppure ad un lato, viste le dimensioni di soli 3 cm di diametro ed uno spessore di soli 0,5 cm, inoltre l'assenza si dissipatori e driver esterni facilita molto l'installazione.

Tutta la circuiteria in smd e’ presente all’interno del modulo, fuoriescono dal case solo i due terminali di alimentazione; sono presenti sul lato superiore 4 fessure che permetterebbero la dissipazione termica. Ho utilizzato un cavo tipo coassiale per semplificare sia il collegamento e ridurre il numero di conduttori, ho poi coperto i contatti opportunamente saldati con del tubicino termo retrattile.

Test tecnici effettuati

I primi test effettuati sono stati quelli di verificare l’assorbimento elettrico in modo da essere sicuri che l’alimentatore utilizzato potesse sostenere il carico.

 

La corrente assorbita da un singolo modulo e’ di ben 242 mA che con  12V di alimentazione DC si ha una potenza Pd di ben 2,9W per ogni singolo modulo.

La seconda prova e’ stata la prova di dissipazione termica.

Dopo 1 ora di funzionamento sulla superficie del modulo led si misurava una temperatura di circa 29.4 °C che rimaneva costante nel range 28-29°C per un funzionamento del modulo di ben 8 ore, pari al fotoperiodo impiegato. La stabilità termica è garantita dal chip National LM3424 integrato nel modulo.

Installazione

L’idea iniziale di poter inglobare i moduli led all’interno della plafoniera solaris e’ stata subito abbandonata perché la struttura a cupola della plafoniera e l’assenza di fessure per il ricircolo d’aria avrebbero generato un accumulo termico dannoso al dispositivo led considerando anche l’aumento della temperatura dovuto alla lampada Solaris da 18W installata.

Quindi abbandonata l’idea dell’installazione del modulo led alla punta della plafoniera, ho pensato di realizzare un supporto temporaneo in legno.

L’idea e’ quella di garantire una corretta diffusione della radiazione luminosa  su tutto il volume della vasca.

Posizionati i moduli led , dopo pochi minuti dall’accensione della lampada solaris  adesso col supporto dei moduli led , è apparso subito visibile un marcato effetto "pearling"da parte di tutte le piante.

A circa 3 giorni dal funzionamento, ho notato una ripresa delle piante in termini di colore ed un aumento delle dimensioni delle foglie, in particolare la Lindernia rotundifolia Variegata, oltre a mostrare delle foglie apicali più grandi ha evidenziato le striature bianche sulla foglia , tipiche della specie. I risultati ottenuti sono stati molto incoraggianti anche se attualmente dispongo di soli 2 moduli led, sarebbe interessante realizzare una lampada completamente a led facendo uso solo dei moduli. Un idea di progetto , può essere la seguente: 

 TUTTE LE FOTO E I TESTI SONO DI PROPRIETA' ESCLUSIVA DI VITO MARUOTTOLO, TUTTI I DIRITTI RISERVATI - QUALSIASI USO PARZIALE O TOTALE DOVRA' ESSERE AUTORIZZATO

TUTTO L'ARTICOLO IN OGNI SUA PARTE E' DI PROPRIETA' ESCLUSIVA DI MASSIMO IANNELLA, TUTTI I DIRITTI RISERVATI - QUALSIASI USO PARZIALE O TOTALE DOVRA' ESSERE AUTORIZZATO